Ci vorrebbe un evento epocale per far protestare un agricoltore tedesco, ed eccolo servito.
Partiamo dalla premessa che in Italia, si mangia meglio che da qualsiasi altra parte del mondo. Vogliamo che si continui così; e che i terreni italiani, insieme con le attività dei loro proprietari, non vengano venduti alle multinazionali alimentari che vorrebbero farci mangiare gli insetti. Siamo infinitamente riconoscenti ai nostri agricoltori italiani, che – come le loro controparti olandesi, irlandesi e tedesche – adoperano entro un margine di profitto bassissimo, alzandosi prima dell’alba, lavorando tutto l’anno per fornirci dei prodotti alimentari di altissima qualità, per amore della tradizione, dei loro animali, e per noi.
Da circa una settimana, gli agricoltori tedeschi hanno cominciato a manifestare in numeri importanti, bloccando i centri abitati, le autostrade e le tangenziali con i loro trattori, per protestare contro il loro governo globalista, intento a distruggere l’agricoltura tedesca tramite dei tagli radicali di sussidi all’acquisto del carburante, reso costosissimo da questi elementi: politiche anticovid; la guerra in Ucraina; un atto terroristico americano contro gli alleati europei della Nato, in cui sottomarini americani e norvegesi hanno distrutto il NorthStream II, sabotando una fonte di energia fondamentale per il continente europeo.
Vari convogli di lenti e poderosi trattori hanno creato traffico in tutto il Paese, insieme ad alcuni blocchi totali della circolazione. All’alba dell’altro ieri, le autorità dello stato rurale della Mecklenberg-Western Pomerania hanno annunciato che tutte le rampe delle entrate e uscite dell’Autobahn erano state bloccate dai trattori.
Secondo il presidente dell’Associazione Tedesca degli Agricoltori, Joachim Rukwied, chi protesta sta esercitando il suo diritto fondamentale di informare la società, insieme alla classe politica, della necessità di un settore agricolo competitivo e vibrante. (Das Stern).
Secondo lui, “Questa è l’unica maniera per comunicare a tutti che siamo noi l’unica maniera in cui si garantisce l’arrivo del cibo buono, sano e di qualità,” e che questo proteste continueranno tutta la settimana a paralizzare le città di Berlino, Hamburg, Colonia e Bremen.
In moltissimi regioni, gli agricoltori tedeschi manifestano con segnaletiche sul cui è scritto “Niente agricoltori, niente futuro” e “vostre politiche sono una dichiarazione di guerra contro gli agricoltori.” Si sono aggregati alla protesta i camionisti, che si stanno lamentando di un aumento importante dei pedaggi per le merci pesanti.
Giustamente, gli agricoltori tedeschi stanno prendendo ispirazione sia dagli agricoltori olandesi – che sono riusuciti con le loro proteste a mandare a casa il loro governo globalista, capeggiato da Hutte, l’accolite e servo della WEF - e i trasportatori e guidatori di TIR canadesi, che con le loro proteste pacifiste ma risolute, hanno mandato un messaggio a Trudeau e i globalisti di cui è servo, che le persone comuni si sono stufati delle decisioni idiotiche, masochiste e suicide dei loro governi.
Guardate, per favore, il docu-film sotto, prodotto da un giornalista canadese con un budget limitatissimo. Illustra il percorso olandese delle ultime 20 mesi (di cui abbiamo parlato già un anno fa, qui sul bridgepontifex), completamente ignorato dai mass medi e giornali italiani, e i limiti di produzione degli agricoltori canadesi. Fra poco toccherà anche a noi.
Vorrebbero che facessimo la stessa fine. Ci vorrebbero MORTI: di guerre non nostre, dove beneficiano esclusivamente loro nelle veste di vendita degli armi e prestiti alle nazioni; di malattie e infezioni prodotti in laboratorio e le loro eventuali’cure’ peggiori del male stesso, e infine: dalla FAME.
Italiani, svegliatevi. è ora di organizzarci.
P.S. Con un numero sufficiente di ‘likes’, faro’ la traduzione del film.

“Se l’agricoltore sarà rovinato, il cibo sarà importato”


eccellente report
grazie per il punto di vista
francesco fontana
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Grazie, Francesco!
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